martedì 15 luglio 2014

BREAKING BAD [RECENSIONE SENZA SPOILER]

Ci sono serie e serie. 
Poi c'è la serie.
Quella perfetta.
La perfezione sul trono.
Forse sto esagerando; chi scrive è un fan accanito di BB, uno che se non stesse a conteggiare gli spiccioli nel portafogli si comprerebbe magliette, gadget e mille stronzatine del franchise. Ma credo che anche il più oggettivo possa dire che Breaking Bad si avvicini per lo meno alla perfezione.
Infatti non è solo un telefilm, un racconto a puntate, ma lo si può benissimo definire un Film luuuuungo. Uno di quelli d'autore, che rimane fisso nella storia.
Non ci sono fronzoli, né filler (ad eccezione di uno: 3x10 - Fly, che a detta di molti è uno degli episodi migliori). Tutto ciò che viene mostrato è lo sviluppo puro e semplice della trama, assieme ai suoi personaggi che mutano in relazione degli eventi.
E' forse uno dei pochi casi in cui un telefilm riesce, non solo a competere, ma anche a superare i mezzi a disposizione di un film. E lo fa con la sua arma più semplice, innata: il tempo. Una serie televisiva, di tempo, ne ha eccome. Parecchio. Anche troppo, a volte. Non solo può permettersi una trama più intricata, più lunga, ma anche uno sviluppo dei personaggi maggiore, in tutte le loro sfaccettature.
Questo, però, nella maggior parte dei casi, diventa anche il peggiore difetto di una serie televisiva. Non saper dire BASTA. Basta inserire nuovi personaggi, basta con le sotto-trame, basta con i rinnovi di stagione fatti solo per spremere il prodotto fino all'osso.
Braking Bad di stagioni ne ha cinque. Cinque e mezzo, per dire il vero (l'ultima è divisa in due parti). E non cerca di averne altre. Vuole solo raccontare ciò che deve essere raccontato. E anche se la trama gli permette di allungare il brodo, non gli importa. Racconta ciò che si deve raccontare sui personaggi, sul personaggio: Walter White/Heisenberg, il protagonista più poliedrico che sia mai apparso sullo schermo. (Parla un fan, però, eh.)

La trama in breve (Provo a scriverla senza copiare dalla Wiki):
Walter White è il classico padre di famiglia. E' sposato con Skyler, incinta della loro secondogenita, e ha un figlio affetto da paralisi cerebrale, costretto a camminare sulle stampelle. (Ok, è quasi copiato dalla Wiki)
Fa due professioni per guadagnarsi da vivere. Insegna chimica, dove può sfruttare il suo genio per essere perennemente insoddisfatto dei suoi alunni, e lavora in un autolavaggio, dove può essere perennemente insoddisfatto e preso in giro dai suoi alunni.
Un giorno, però, la bella notizia: un tumore ai polmoni lo obbliga a preoccuparsi di altro.
Ovviamente lui non ha mai fumato in vita sua perché non si sa mai.
Ah, ed è anche il suo compleanno.
Quindi, beh, tante cose insieme. Per di più suo cognato, Hank Schrader, agente della DEA, l'agenzia federale antidroga (guarda un po' il caso), lo porta con sé durante una retata per distrarlo un po' dai problemi. Ed è lì che Walter incontra Jessie Pinkman, suo ex alunno e ora spacciatore di metanfetamina (guarda un po' il caso).
Jessie sfugge dalla polizia. Walter, che l'ha riconosciuto, lo raggiunge e invece di denunciarlo gli propone un accordo: lui si occuperà di cucinare metanfetamina, mentre Jessie dovrà spacciarla in giro.
Tutto per far su un po' di bigliettoni da lasciare alla famiglia dopo la sua morte.

Questa la trama in breve. Ok, abbiamo tutti gli elementi. Un genio della chimica con uno scopo importante, una famiglia classica ma problematica e un parente che fa lo Zenigata di turno.

Zenigata/Hank
(prima e dopo)
Forse, a sentirla così, sembra una stronzata.
Piena di stereotipi, sicuramente.
Ma Breaking Bad vuole partire da una situazione stereotipata. Perfino il pretesto di partenza, il cancro, è uno stereotipo, uno spunto già usato mille volte.
Ma Breaking Bad fa del suo meglio per ribaltare la situazione. Vuole partire da qualcosa di già sentito e dare molto, molto di più di quello che ci si aspetterebbe.
La prima stagione, fatta di sette episodi, non è nient'altro che il prologo, l'innesco degli eventi. E' ciò che un film dovrebbe fare in venti minuti circa, credo. Ma il Tempo è importante, BB è cosciente del potenziale della serie tv e lo usa tutto per caratterizzare al meglio i personaggi, le loro idee, convinzioni, per arrivare a ciò che un film non può sempre permettersi: renderli indefiniti, contraddittori
Umani.
Perché Walter White è una brava persona che deve fare delle brutte cose per farne una buona. E per fare questo si devono trovare sempre delle giustificazioni per alleviare i sensi di colpa. Ripetere sempre: lo faccio per la mia famiglia.
E quando in realtà non lo si fa tanto per la famiglia, ma per l'ego represso di un genio che ha bisogno di uscire allo scoperto, che cosa succede?
Arriva Heisenberg.
L'alter ego di Walter White.
Geniale e micidiale.

Da pecora a lupo.
Tutti hanno bisogno di una maschera per esprimere se stessi, ma a volte basta solo un cappello. Quel cappello che, se messo in testa, ti trasforma in ciò per cui sei nato. Perché Walter White sa che cucinare metanfetamina è una brutta cosa. Ma Heisenberg sa di essere il migliore a farlo.
Tutti vogliono essere i migliori in qualcosa.
Perché nessuno vuole essere l'uomo che va ad aprire la porta dopo che hanno bussato e viene ucciso.
Tutti vogliono essere quello che bussa alla porta.
Il pericolo.

Oppure quello a cui nessuno bussa. Che se ne sta tranquillo con la famiglia, senza problemi.

Per concludere:

PRO:
  • E' il miglior telefilm che sia mai stato realizzato e che forse verrà mai realizzato. Utilizzo magistrale del tempo. Trama intrigante e sviluppo ottimale dei personaggi. Niente giri di parole. Il racconto rimane coerente con se stesso.
  • Creato da Vince Gilligan, Breaking Bad ha una regia sperimentale che ricerca sempre il dettaglio, un particolare simbolico, un gioco di luci e ombre oppure il riflesso del personaggio sull'automobile, dove un foro di proiettile sembra leggergli il futuro sulla fronte.
  • Brian Cranston (Walter White) dà una performance eccezionale. Conosciuto come il papà di Malcom in Malcom in the middle, è capace di dare una interpretazione a 360° del protagonista, rendendolo umano al 100% in tutte le sue sfumature.
  • Tutti gli attori sono validissimi. Mi sono concentrato solo su Walter White perché BB non sarebbe niente senza di lui. 
  • Non ci sono buoni né cattivi, ma soltanto persone con le loro contraddizioni.
CONTRO:
  • Vorresti vederne un seguito. Anche se sai che questo rovinerà la serie.

VOTO ALLA SERIE10


Qualche minuto fa è uscita la notizia che Better Call Saul, la serie con protagonista Saul Goodman, avvocato di Walter White, sarà a tutti gli effetti un prequel. La prima stagione conterà dieci episodi e sarà ambientata nel 2002.